Il progetto Osservatorio delle Pratiche della Sanità italiana si pone l'obiettivo generale di raccogliere e mettere a disposizione dei ricercatori e del pubblico le esperienze ed i progetti di miglioramento della qualità dell'assistenza sanitaria, elaborati nei servizi sanitari pubblici e privati italiani, in modo da verificare in chiave multidimensionale l'andamento dello stato della qualità dei servizi sanitari in Italia. Lo strumento individuato per il raggiungimento di tale obiettivo è la creazione di un sistema di classificazione di quarta generazione che faccia tesoro delle seguenti esperienze precedenti: - prima classificazione effettuata dal prof. Evert Reerink, per i documenti raccolti dal CBO Olandese, - seconda classificazione, più complessa, elaborata dalla prof.ssa Rosa Sunol, Direttore della Fondazione "Avedis Donabedian" di Barcellona - terza classificazione elaborata dal Centro di Documentazione "Avedis Donebedian" dell'ARS delle Marche. Per quanto riguarda la descrizione del contenuto dei documenti e cioè l'insieme delle operazioni con le quali si identifica ciò che viene trattato dai documenti (fatti, concetti, ecc.) abbiamo lavorato sull'indicizzazione semantica (mentre in un secondo momento è stato previsto di lavorare anche sugli abstract). Per quel che riguarda l'indicizzazione è stato affrontato il problema della definizione e condivisione del linguaggio da utilizzare per descrivere il contenuto concettuale dei documenti e ci siamo orientati verso una struttura classificatoria di tipo semantico di cui l'indicizzazione è appunto una funzione. Il progetto "Osservatorio Sanità" di Giorgio Banchieri Il percorso verso la nascita dell'osservatorio Il percorso che ha portato al progetto dell'osservatorio nasce in un contesto di forte confronto in atto sulle politiche a supporto del processo di aziendalizzazione in sanità, caratterizzate da logiche di ottimizzazione nell'uso delle risorse disponibili allo scopo di organizzare in modo efficace, efficiente e appropriato, i servizi e le attività di erogazione delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie. Il quadro evolutivo era allora caratterizzato dalla nascita di nuove esigenze di sostegno al sistema sanitario e alla filiera economica produttiva connessa, che coinvolgeva da un lato gli operatori (aziende sanitarie e le loro holding regionali e le imprese fornitrici di beni e servizi) e dall'altro il pubblico utente del servizio. Le criticità - rappresentate dal nodo dell'autonomia aziendale delle strutture sanitarie pubbliche, dalla congruità dei finanziamenti, dalla definizione dei ruoli tra centro (Stato) e periferia (Regioni) - potevano e possono evidenziarsi tuttora come segue: • lo sviluppo del processo di aziendalizzazione continuava e continua a rappresentare la condizione fondamentale per perseguire un obiettivo di governance del SSN e dei SSR tramite un giusto equilibrio in progress tra bisogni dei cittadini e risorse disponibili, tramite scelte di politica sanitaria (LEA) e socio assistenziale (LIVEAS) e tramite il bilanciamento tra governo clinico e governo economico nelle aziende sanitarie; • il monitoraggio delle esperienze delle aziende sanitarie e dei SSR, svolte da angolazioni diverse e sulla base di indicatori differenziati, per misurare in modo efficace i risultati espressi, era ed è da considerarsi quale strumento essenziale di confronto, per individuare il loro posizionamento rispetto alle medie del sistema, rispetto agli obiettivi di politica socio sanitaria, nazionali e regionali, rispetto alla stessa tipologia aziendale (aziende ospedaliere, aziende sanitarie locali, aziende policlinici, IRCSS); • l'aggiornamento tecnico e professionale degli operatori sanitari, connesso ad un'analisi corretta della appropriatezza e dell'efficacia dei percorsi terapeutici e diagnostici, era e rimane leva fondamentale dello sviluppo del sistema per raggiungere obiettivi di efficienza e di efficacia gestionali. Allora, come oggi, il tema delle modalità di gestione delle aziende sanitarie si inseriva in quello della "gestione delle compatibilità" che, in una situazione diffusa di risorse limitate, messe a disposizione del sistema, non poteva che essere posto all'interno delle aziende sanitarie pubbliche, considerate come sedi di ricomposizione e di sintesi gestionale del rapporto tra "governo clinico" e "governo economico", ponendo al centro della "mission" del sistema i bisogni di salute del cittadino. In sanità sono già presenti molte forme di associazionismo medico e professionale sanitario. Alla FISM, Federazione Italiana delle Società Scientifico Mediche, aderiscono oltre 150 singole associazioni o federazioni medico specialistiche o medico professionali. Negli ultimi anni si sono sviluppate anche nuove forme di associazionismo tra le figure professionali della sanità legate al processo di direzione operativa delle aziende sanitarie quali funzioni specifiche delle tecnostrutture direzionali (associazioni tra economisti sanitari, sociologi sanitari, dirigenti di distretti, assistenti sociali, responsabili della sicurezza, della qualità, economi e provveditori, etc.). Queste reti di forme diverse di aggregazione tra professionisti del SSN e dei SSR furono subito individuate come possibili fornittici di contributi per la diffusione delle migliori pratiche aziendali e per la crescita di una cultura gestionale imperniata sulla soddisfazione del paziente e sulla qualità, reale e percepita, delle prestazioni e dei servizi erogati. Tutto ciò poteva essere una garanzia per la creazione di circuiti virtuosi di confronto per il miglioramento che andavano oltre le sole direzioni aziendali. Da quali esperienze nasce l'ipotesi di un Osservatorio sulle pratiche della sanità pubblica italiana L'idea di creare un concentratore di esperienze ed evidenze di innovazioni organizzative di processi e di miglioramento delle performance delle aziende sanitarie italiane non è di oggi. Questa attività di concentrare/valicare/divulgare e monitorare è propria di chiunque voglia osservare nel tempo lo sviluppo di una cultura della qualità nelle aziende sanitarie. Diverse organizzazioni hanno cercato nel tempo di monitorare, raccogliere e divulgare esperienze con fortune alterne. L'esperienza della FIASO 2000 – 2003 La FIASO, Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere, organizzò la sua attività per Aree Tematiche. Alle singole Aree Tematiche facevano capo i diversi Gruppi di Lavoro, già attivi o in corso di attivazione, in modo da garantire una gestione funzionale per tematiche omogenee di tutte le attività della Federazione. All'interno delle Aree Tematiche furono definiti e organizzati Gruppi di Lavoro, organismi consultivi aperti a rappresentanti delle aziende associate competenti in materia e a tecnici esterni di strutture ed enti pubblici (Ministero della Salute, ASSR, Assessorati, Agenzie Regionali, ISS, CNR, Università, etc.), a singoli esperti di chiara fama e a rappresentanti e tecnici di altre associazioni di imprese con cui esistono protocolli di collaborazione (Confservizi, Assobiomedica, Farmindustria, etc.), con il compito di seguire le diverse iniziative. I Gruppi di Lavoro avevano il compito di coinvolgere le aziende associate in circoli virtuosi di "benchmark", raccogliendo e selezionando in base a criteri condivisi dalle associate le pratiche aziendali più significative relativamente ai temi oggetto dell'attività specifica dei singoli Gruppi di Lavoro. In tutti i casi i Gruppi di Lavoro dovevano organizzare i materiali acquisiti e selezionati in modo da renderli facilmente fruibili da parte delle aziende associate e da terzi tramite l'organizzazione e la gestione di Osservatori permanenti tematici. I Gruppi di Lavoro attivati sono stati i seguenti: • Gruppo di Lavoro sulle "Cure primarie e l'assistenza territoriale"; • Gruppo di Lavoro sulla " ICT & Sanità"; • Gruppo di Lavoro sulla "Formazione"; • Gruppo di Lavoro sulla "Qualità e Best Practices"; • Gruppo di Lavoro sulla "Finanza"; • Gruppo di Lavoro sugli "Acquisti". La FIASO intendeva sviluppare un circolo virtuoso tra le aziende sanitarie associate al fine di far conoscere le "migliori pratiche aziendali" nell'ambito del network associativo. La Federazione aveva svolto questo ruolo in una ottica di "benchmarking" per contribuire alla crescita di una cultura aziendale innovativa e qualitativamente omogenea tra tutte le dirigenze aziendali delle associate. Per far questo, secondo le caratteristiche delle varie aree tematiche di attività della Federazione, furono previste diverse tecniche e opportunità di "benchmark" relative ai diversi oggetti delle "pratiche aziendali" messe sotto osservazione. In alcuni casi si trattava di realizzare il confronto tra contrattualistiche aziendali e interaziendali, in altri di "misurare" le performance delle aziende in termini economici, clinici e sociali, tramite la condivisione d'indici semplici e sintetici atti alla misurazione e alla comparabilità dei fenomeni osservati. La FIASO, candidatasi ad ospitare nel 2002 un Convegno Internazionale dell'International Hospital Federation, ottenne al Congresso IHE. di Hong Kong del 14-18 Maggio 2001 questo incarico sul tema: "Focus on accreditation standard for hospitals", da svolgersi in Italia nel Maggio 2002 o in Ottobre 2002. In Italia esisteva una sostanziale differenziazione nel recepimento a livello legislativo regionale delle indicazioni in merito emanate dal Ministero della Salute, o almeno, non c'erano interpretazioni univoche della legge sull'accreditamento definitivo e sul suo recepimento. Il ruolo della Federazione, come ospitante del convegno, era potenzialmente ancora più significativo in quanto anche possibilmente foriero di indicazioni anche per i legislatori. Il programma qualità FIASO-Federsanità ANCI 2002-2003. Le Federazioni, FIASO e Federsanità ANCI, alla luce della nomination FIASO in sede IHF, definirono con il Patrocinio del Ministero della Salute il Percorso Qualità 2002-2003. Il percorso si sostanziava in una serie di manifestazioni che, nell'arco di un anno, si proponevano di raccogliere, con l'apporto progettuale di partner nazionali ed internazionali, un contributo di riferimento per lo sviluppo dei percorsi e delle esperienze di assicurazione della qualità nelle strutture sanitarie del nostro Paese. Si trattava di un percorso conoscitivo e di approfondimento sui sistemi Qualità e accreditamento in Sanità a livello nazionale (monitoraggio esperienze benchmark interaziendale, best practices aziendali, costituzione di un Osservatorio esperienze aziendali) ed internazionale, attraverso i legami consolidati con le principali organizzazioni di riferimento internazionali. Le principali manifestazioni sono state: Forum "Pubblica Amministrazione" 2002 Svoltosi a Roma dal6 al 10 Maggio 2002, organizzato con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il supporto dell'Istituto MIDES di Roma. È stata organizzata una presenza analoga a quella di Forum Sanità Futura 2002. • Per il "Percorso Qualità" sono state organizzate le presentazioni di alcune esperienze di benchmark tra aziende sanitarie su temi gestionali connessi all'assicurazione della qualità. Forum "Expòsanità" 2002 Svoltosi a Bologna dal 21 al 25 Maggio 2002, organizzato dalla Fiera di Bologna. I temi topici sono stati connessi alla fornitura di beni e servizi alle strutture sanitarie. E' stata realizzata una presenza delle Federazioni nell'organizzazione - con il C.N.R. Unità di Ricerca sulla Telemedicina e l'Informatica Medica - di un Convegno su "Change Management: guidare la transizione del sistema sanitario verso la società dell'informazione". Questo Convegno fu occasione per un confronto sui temi dell'introduzione delle tecnologie informatiche nella gestione economica e clinica nelle aziende sanitarie. Il Convegno tenne conto di una declinazione dei temi affrontati nell'ambito del "Percorso Qualità" previsto per quell'anno dalle due Federazioni. Forum "Sanità Futura" 2002 Svoltosi a Cernobbio (Como) dal 15 al 18 Aprile 2002, organizzato dal Ministero della Salute. Per il "Percorso Qualità" furono organizzate le seguenti iniziative: • Incontro Pubblico con il Comitato Scientifico Internazionale per il Convegno in Italia nel 2003, per presentare contenuti, esperienze ed obiettivi dello stesso; • Presentazione di alcune esperienze di benchmark tra aziende sanitarie su temi gestionali connessi all'assicurazione della qualità. Le "giornate della Qualità" di Firenze 2002 Come evento finale del "Programma Qualità" fu organizzato a Firenze il 29-30-31 Ottobre e 1-2 Novembre 2002 un evento complesso comprensivo di seminari, workshop, corsi di formazione, denominato "Giornate della Qualità nella sanità pubblica" per una settimana intera creando la cornice per lo svolgimento del Convegno Europeo sul tema "L'accreditamento e la certificazione nei sistemi sanitari pubblici in Europa". Il Convegno Europeo fu organizzato con il concorso di un Comitato Scientifico costituito appositamente. Il Comitato fu composto da esperti internazionali sui temi del Convegno ed aveva il compito di organizzare e definire i contenuti del Convegno stesso. In particolare il Comitato: selezionava, per ogni area tematica, relatori che presentassero esperienze significative; gestiva le informazioni relative alle esperienze disponibili con particolare attenzione agli aspetti utili a definire i modelli di "qualità" nei sistemi sanitari; poneva le basi per la ricerca di un modello di riferimento definendo i benchmark sulle performance dei diversi sistemi sanitari. Gli esperti internazionali e italiani invitati a far parte del Comitato Scientifico sono stati: • Bragonzi Gilberto, Director General, Az.Osp. Udine, Udine Italy • Cacciari Paolo, Director General, Az.Osp. S.Orsola Malpighi, Bologna Italy • De Burca Stiofan, Chairman, ESQH The European Society For Quality in Health Care, Limerick, Ireland • Del Favero Lino, Director General, Az.Ulss 1 Belluno, Belluno Italy • Donaldson Barbara, Chief Executive, Quality Health New Zealand, Wellington, New Zealand • Elefanti Marco, Docente Senior, Sda Bocconi, Milano Italy • Favaretti Carlo, Director General, Apss Trento, Trento Italy • Gardini Andrea, Chairman Italian Society For Quality In Health Care, Marche, Italy • Gordon Mitchell, Deputy Chief Executive, HQS, Uk • Heidemann Elma G., Executive Director, Canadian Council on Health, Ottawa, Canada • Lachenaye-Llanas Chantal, Directeur de L'accreditation, Agence Nationale d'accreditation et D'évaluation en Santé, Paris, France • Liukko Matti, Medical Administrator, HOPE, The Association of Finnish Local and Regional Authorities, Social and Health Care • Perides Mike, Chairman HSG - EFQM MEP Associates, • Perraro Franco, Former Chairman Siquas-Vqr, Udine, Italy • Shaw Charles D., Chairman Expert, CASPE Research, • Suñol Rosa, Director, Avedis Donabediam Foundation, Barcelona Spain • Testa Francesco, General Director, ASL Caserta 1, Italy • Timmons Karen H., Chief Executive Officer, Joint Commission International, Illinois, Usa • Tregloan Lee, Chief Executive Officer, Isqua The International Society for Quality in Health Care, Victoria, Australia • Van Gennip E.M.S.J., Directeur, Niaz Nederlands Institut Voor Accreditatie Van Ziekenhuizen, Leiden, Holland • Banchieri Giorgio, Director, FIASO, Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere • Svensson Per-Gunnar, Director, IHF International Hospital Federation, London UK Il Comitato Scientifico si insediò a Roma il 20 e 21 settembre 2001 e svolse le sue attività fino alla fine del 2002. Il Convegno fu l'evento più significativo in Italia in quegli anni sul tema della qualità e gettò le basi per ulteriori attività tra i partecipanti allo stesso. L'organizzazione del Congresso e degli eventi connessi e la pubblicazione degli Atti delle "Giornate della qualità nella sanità pubblica